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Syntax 0.1 (if@hay.dn) per orchestra da camera |
| Organico: | (2.2.2.2. - 2.2.0.0. - Ar. - Pf. - A.) | |
| Anno di composizione: | 2009 | |
| (c): | Suvini Zerboni 2009 | |
| Numero di catalogo: | 13459 (partitura in vendita o disponibile con il materiale a noleggio e in visione)
13460 (materiale a noleggio) |
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| Commissioni: | Orchestra Haydn di Trento e Bolzano | |
| Prima esecuzione: | Bolzano, Auditorium, 20.10.2009
Orchestra Haydn, dir. E. Pidò |
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| Durata: | 9' | |
Syntax è un ciclo di tre composizioni idealmente ispirato ai tre massimi compositori del classicismo: Haydn, Mozart e Beethoven. Di questi autori ho preso in considerazione alcuni degli aspetti del comporre che ne caratterizzano lo stile e ne descrivono, appunto, la sintassi. Li ho considerati come metafore assolute della creatività, archetipi di strumenti e opzioni estetiche che possono dar luogo, in ogni epoca, a nuove forme e poetiche musicali. In Syntax non cè alcun riferimento testuale ad opere dei suddetti autori, ma solo, come ho detto, unattenzione alle opzioni concettuali degli stessi. Riguardo a Syntax 0.1 (if@hay.dn) ho considerato le istanze più significative del compositore austriaco dellultimo periodo: estrema sintesi degli elementi musicali, il concetto moderno di proliferazione degli stessi e infine unattenzione massima al timbro orchestrale. In Syntax 0.2 (if@moz.art) gli elementi che ho messo in evidenza riguardano la brillantezza dellarticolazione e del timbro, in poche parole un aspetto vivacemente virtuosistico (soprattutto nella prima parte) della scrittura orchestrale. Gli altri elementi considerati sono la trasparenza delle armonie nonché il concetto di iterazione dei pattern ritmico-melodici con o senza variazione degli stessi. Nellultima parte ho indagato le possibilità di un Adagio disteso e profondo al tempo stesso. In Syntax 0.3 (if@beethov.en) gli spunti salienti della composizione fanno riferimento a un tratto peculiare e in qualche modo rivoluzionario della musica di Beethoven, ovvero la manipolazione del materiale musicale come un codice genetico, una sorta di DNA che produca figure musicali anche molto diverse tra di loro, ma tutte, comunque, riconducibili a una mappa di gesti estremamente semplici e identificabili che, per moltiplicazione, producono organismi di natura estremamente varia. Il tributo alla concezione rivoluzionaria della musica di Beethoven si realizza anche attraverso lutilizzo di suoni di sintesi gestiti da un sintetizzatore che, alla fine del ciclo, introduce elementi timbrici nuovi in seno allorchestra, in un clima di slancio e tensione che fanno espressamente riferimento alla temperie dello Sturm und Drang di cui lautore fu il primo grande interprete.
Ivan Fedele
La composizione è stata commissionata dall'Orchestra Haydn di Bolzano e Trento, ed è intesa come un omaggio a Joseph Haydn nel bicentenario della morte. In circostanze come questa è abituale che il compositore adotti particolari strategie di scrittura per realizzare un pezzo che sovente ha le caratteristiche del brano d'occasione, come per esempio l'utilizzo delle lettere-note che compaiono nel nome del dedicatario oppure la citazione di temi sue opere. Di queste modalità Fedele non ha tenuto conto. Ha praticato invece un'opzione che tendeva a un omaggio meno occasionale e più forte, centrando la sua attenzione su quegli aspetti fortemente innovativi che hanno contraddistinto il maturo stile di Haydn. In particolare Fedele ama ricordare come egli consegnò a Beethoven un linguaggio depurato da tutti gli orpelli del Rococò, proponendosi come un significativo trait d'union tra il passato e l'incombente era romantica e consegnandoci un linguaggio, quello del suo ultimo stile, in cui possiamo già riconoscere le forti istanze romantiche dello Sturm und Drang e dove ritroviamo un nuovo pensiero musicale ancora oggi fondante per la cultura occidentale. L'omaggio a Haydn di Ivan Fedele è un omaggio alla forma. I contrasti tematici tra due soggetti di carattere contrapposto presenti nella matura esposizione della forma sonata ispirano l'impianto della composizione che si articola in due grandi parti, una estremamente dinamica, l'altra più distesa. Un altro elemento che caratterizza l'opera dell'ultimo Haydn, ovvero la linearità ed incisività dei motivi-figure, si riflette nella cellula attacco-risonanza che caratterizza in modi diversi entrambe le parti del pezzo. Un terzo aspetto dell'Haydn delle ultime Sinfonie, ovvero la centralità del timbro con particolare riferimento ai fiati, diviene infine un elemento fondamentale di espressione poetica e di ricerca artigianale. Syntax quindi, come il titolo stesso suggerisce, vuole cogliere nel presente elementi sintattici del passato ancora oggi pregnanti.
a cura di Claudio Proietti
This work was commissioned by the Orchestra Haydn di Bolzano e Trento, and is intended as a tribute to Joseph Haydn on the bicentenary of his death. Normally in such circumstances it is customary for the composer to adopt particular strategies that give the work the characteristics of a celebratory piece, for instance the use of letters-notes that appear in the name of whoever the piece is dedicated or perhaps the quotation of themes from his/her work. But Fedele did not follow this usage. Instead he opted for a type of homage that was less circumstantial and a little stronger, focusing his attention on the more innovative aspects that distinguished Haydn's mature style. In particular Fedele likes to remind us of how the Austrian composer passed on to Beethoven a language purged of all vestiges of rococo, thus representing an important trait d'union between the past and the imminent Romantic era, and giving us a language, that of his late style, in which we can already recognize strong elements of the romantic Sturm und Drang and where we find a new type of musical thought that still today is fundamental to western culture. Ivan Fedele's homage to Haydn is a homage to his form. The thematic contrasts between two opposing subjects found in the mature exposition of sonata form inspired the structure of the composition, which has two broad parts, one extremely dynamic, the other more contemplative. Another element that characterizes the late work of Haydn, namely the linearity and incisiveness of the motives-figures, is reflected in the formula attack-resonance that in different ways characterizes both parts of the piece. Finally, a third characteristic of Haydn in his last symphonies, the importance of timbre especially in his use of the wind section, becomes a fundamental element for Fedele's personal expression and craftwork. And so, as the title suggests, Syntax aims to present to us in a contemporary context the syntactic elements of the past that are still fertile today.
by Claudio Proietti