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Lexikon per orchestra |
| Organico: | 2.2.3.1. - 2.2.2.1. - 2 Pf. - Sintetizzatore - 2 Perc. (2 Glock., 2 Brass Chimes, 2 Mr., 2 Vibr., 2 G.) - A.: 8.8.8.8.6. | |
| Anno di composizione: | 2010-2011 | |
| (c): | Suvini Zerboni 2011 | |
| Numero di catalogo: | 13546 (partitura in vendita o disponibile con il materiale a noleggio e in visione)
13547 (materiale a noleggio) |
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| Durata: | 30' | |
La composizione è articolata in quattro grandi parti e riassume tutte le mie esperienze compositive degli ultimi 10 anni, fortemente marcate dalla ricerca dell’arkè e dallo sprofondamento delle pieghe nascoste della contemporaneità. Il titolo rimanda ad alcuni processi archetipici della musica, ciascuno dei quali è tema dei quattro movimenti principali in cui si articola la composizione (“Lo specchio e il suo canone”, “Al-Qat”, “Eco multipla”, “Canone esteso”), incorniciati da un’introduzione (“Risonanza”) e una “Coda”. La spazializzazione e la conseguente drammatizzazione del suono nello spazio, suono inteso come una scultura da svelare, scoprire da differenti punti di vista o in alternativa da illuminare parzialmente o globalmente, è un’esperienza che mi accompagna da ormai vent’anni e che nel recentissimo La pierre et l’étang (...les temps...)per quartetto d’archi, percussioni, orchestra d’archi e elettronica, ha trovato la sua espressione finora più completa.
Ivan Fedele
Lexikon è un pezzo sinfonico che definirei "di sintesi" del mio linguaggio musicale dell'ultimo decennio e "di transizione" a quello che é attualmente al centro della mia ricerca.
E' il passaggio da una dimensione "narrativa" del tempo (metafora del racconto letterario) ad una dimensione "cristallizzata" del tempo stesso, in cui la composizione non si svela gradualmente come "trama", ma é già data nella sua fisicità tridimensionale, come una scultura nell'ombra, i cui dettagli vengono esplorati attraverso uno o più fasci di luce che ne svelano la natura più intima come pure i dettagli di superficie.
La composizione é articolata in quattro grandi parti (o sculture...) fortemente marcate dalla ricerca dell'archè e dallo sprofondamento nelle pieghe nascoste, meno evidenti, della contemporaneità (secondo le suggestioni più stimolanti della metafisica di G.Deleuze).
Il titolo rimanda ad alcuni processi archetipici della musica di ogni epoca, ciascuno dei quali é tema dei quattro movimenti principali in cui si articola la composizione (Lo specchio e il suo canone, Al-Qat, Eco multipla, Canone esteso), incorniciati da un'introduzione (Risonanza) e una Coda.
La spazialità é una dimensione centrale di Lexikon. L'opera, infatti, é acusticamente strutturata in gruppi strumentali disposti secondo una precisa geometria che privilegia soprattutto l'aspetto stereofonico. Tra i gruppi si instaurano così relazioni battenti a "doppio coro", come pure funzioni di proiezione in cui frammenti di figure vengono "lanciati" nello spazio con traiettorie di luce ora lineari ora avvolgenti, ora intermittenti o periferiche.
L'insieme dei sei pannelli (quattro più due) realizza una struttura ponderata che colloca al primo e al sesto posto due pagine con funzione rispettivamente introduttiva e conclusiva.
Risonanza (pannello introduttivo) stabilisce l'ambiente acustico, lo spazio reale nel quale sarà "svelata" l'opera in virtù di un tappeto di armonici sovracuti degli archi punteggiati da poche, isolate coppie di suoni dei 2 vibrafoni e dei 2 pianoforti posti alle quattro estremità della scena. Cauda (pannello conclusivo) stabilisce un rapporto pressoché analogo fra i vari gruppi: agli archi e ai legni gravi é affidata una fascia di suono costante tesa alla più assoluta continuità, mentre strette relazioni di rimando si intessono fra gli strumenti dei due gruppi di legni in stereofonia e i due pianoforti, fino all'inesorabile estinzione nel balbettio dei due suoni da cui tutto era cominciato.
Immediatamente accanto a queste sezioni, al secondo e quinto posto con chiara simmetria speculare, sono collocati i due movimenti più ampi e complessi di Lexikon. Essi definiscono la propria sostanza tecnicolinguistica già nei titoli (Lo specchio e il suo canone e Canone esteso), e sono legati da strette parentele per i materiali figurali impiegati e i procedimenti elaborativi attuati, dominati da un moto febbrile e tempestoso. C'è però fra loro una differenza sostanziale: Lo specchio e il suo canone contiene al suo interno una ricca articolazione metrica e agogica (i vari episodi sono segnalati dalle indicazioni Con slancio impulsivo!, Agitato..., Ampiamente..., ...con andamento flessibile. Risonante) che si sovrappone ai continui cambi di battuta; viceversa il Canone esteso mantiene inesorabile per tutto il suo corso l'indicazione Agitato! e la pulsazione della croma ad un' indicazione metronomica costante. Infine, il corpo centrale della vasta architettura di Lexikon è costituito da due pannelli nettamente differenziati: Al-Qat (parola araba da cui deriva il latino Hoquetus) che esalta, in un funambolico gioco di rimandi e "flash" le potenzialità della cellula iniziale di due suoni proiettati attraverso un caleidoscopio paradossale; e Eco multipla, un movimento lento in 4/4, da eseguire Con simbolismo arcaico..., avviato dalle risonanze dei gong, condotto sull'estrema divaricazione delle altezze fra i suoni tenuti dei legni gravi e i trilli acutissimi dei flauti e poi sempre più popolato da figurazioni arpeggiate, da vibranti singole note dei violini, da lancinanti appelli melodici del clarinetto, del flauto e dell'oboe che percorrono diacronicamente la sostanziale natura spettralista del tessuto armonico.
L'idea dominante di Lexikon è quella della complessità. Una complessità che scaturisce, però, dalla massima semplicità (due note!) quasi a definire un atto vitale, la generazione e la crescita di un organismo da un semplice codice genetico. La portata e l'impegno delle idee messe in gioco in questo brano non è facilmente descrivibile a parole, ma, mi auguro, ineludibile all'ascolto.
Ivan Fedele
· Lorrai Marcello (2017), 'Ivan Fedele - Di musica di ricerca non ce n'è una sola', in Radiopopolare.it, 30, marzo.
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